La terapia della reminiscenza è un intervento psicoterapico-riabilitativo e si basa sul richiamo degli eventi della vita personale del paziente. Gli eventi relativi al passato costituiscono un importante stimolo per l’utilizzo delle risorse mnesiche residue e per il recupero di esperienze emotivamente piacevoli (Gagnon, 1996). Tale terapia può essere svolta sia in modalità gruppale sia individuale (Poulton & Strassbeng, 1986); come per la Validation Therapy, le sue basi teoriche sono rappresentate dalla teoria psicodinamica (Kovach, 1990; Santrock, 1992).
La terapia della reminiscenza si fonda sulla naturale tendenza degli anziani a rievocare il proprio passato e consente anche di contrastare il senso di solitudine e la depressione che essi spesso provano. Inoltre, è importante sottolineare come nei casi di malattie neurodegenerative, nelle prime fasi i processi mnesici più colpiti sono quelli relativi alla codifica ed alla registrazione delle informazioni, tuttavia il recupero di materiale appreso e consolidato in modo efficace, rimane preservato fino ai gradi di deterioramento avanzato. Tale terapia poi, può essere utilizzata assieme ad altri interventi strutturati, quali l’orientamento nella realtà, l’orientamento al futuro e la discussione di argomenti di attualità (Goodstein, 1982).
A partire da queste considerazioni teoriche abbiamo deciso di intraprendere un “viaggio” molto particolare con i nostri Ospiti alla scoperta dei loro ricordi, avvalendoci delle fotografie che i loro parenti ci hanno consegnato. Abbiamo scelto di utilizzare le loro fotografie poiché esse facilitano la rievocazione dei ricordi, rappresentano dei punti di partenza per il richiamo di eventi nella memoria, attivano in coloro che le osservano, un immaginario personale incommensurabile. Le fotografie costituiscono una via di accesso privilegiata alle narrazioni.
Il nostro viaggio ci consente di approdare ogni giorno in un luogo diverso della loro memoria che esaminiamo con attenzione in ogni suo angolo. Ogni luogo presenta le proprie peculiarità che lo rendono unico, speciale e degno di attenzione. La superficie di ogni posto nel quale i ricordi sono conservati è immensa e cambia a seconda delle stagioni che si susseguono, talvolta lentamente talvolta velocemente.
Attraversiamo questi luoghi mediante le parole e le immagini dei nostri anziani. Lo facciamo partendo dalle loro fotografie. Sono loro ad indicarci i percorsi da seguire, le scorciatoie da attraversare e gli elementi a cui prestare attenzione. Dinanzi all’immagine che ritrae uno scorcio della loro vita, cerchiamo di scrutare attentamente i loro volti, di captare le loro emozioni e di guardare il modo in cui le loro mani toccano quell’immagine come se rappresentasse qualcosa di reale nell’hic et nunc. Ciascuna fotografia si insinua nella loro mente e cerca il proprio posto tra i ricordi degli anni vissuti ad accudire i loro figli, a svolgere lavori faticosi ed estenuanti, a ridere e a scherzare con i propri familiari e con la gente della propria città, a concedersi una piccola gita fuori porta. In talune occasioni i ricordi restano gelosamente custoditi nella loro mente forse perché troppo preziosi per essere svelati, in altre invece, la reminiscenza consente a noi e agli altri loro compagni di viaggio, di dare un nome alle persone incontrate in questi luoghi. Scopriamo allora chi sono quelle due bambine che giocano allegramente tra l’erba di un prato e chi è quella madre che le scruta con uno sguardo amorevole: “Sono io!”- afferma M.; ritroviamo M. in un’altra immagine mentre tiene la mano al suo nipotino e in un’altra ancora con le tre generazioni della sua famiglia: i suoi occhi sono ricolmi di gioia. Scopriamo anche chi è uno dei membri di quella famiglia che festeggia il compleanno di una tenera bambina: “Siamo tutti noi”- dice M.. Rivediamo M. in un’altra fotografia con lo sguardo austero e la sua divisa da militare. Cerchiamo anche il volto di G. tra quelli di una numerosissima e bella famiglia intenta a festeggiare un matrimonio o a condividere un pranzo su una tavola imbandita e rivediamo L. che ride con suo marito o che è in compagnia di sua sorella.
Nel nostro viaggio i ruoli si invertono: i nostri Ospiti ci accolgono nelle loro case, ci spalancano le loro porte, sono loro ad ospitare noi che non possiamo far altro che ringraziarli per aver avuto questo privilegio. E chissà cosa ci riserveranno le prossime tappe di questo viaggio, grazie alla terapia della reminiscenza!
Dott.ssa Luigia Tatiana Porcelli
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